<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322</id><updated>2011-11-29T12:28:27.323+01:00</updated><title type='text'>Tra le Righe</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-7644998048495958451</id><published>2011-11-29T12:19:00.001+01:00</published><updated>2011-11-29T12:28:27.329+01:00</updated><title type='text'>IL LIBRO DEI BAMBINI di As.S. Byatt</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_9m5wLLxpXg/TtTByEKdzeI/AAAAAAAAAB8/2wPzIZs8Sxk/s1600/byatt.png" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-_9m5wLLxpXg/TtTByEKdzeI/AAAAAAAAAB8/2wPzIZs8Sxk/s320/byatt.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;Se hai letto “Possessione” e ne sei rimasto incantato,la prima domanda che ti fai quando intraprendi la lettura de “Il libro deibambini” è: “ma che è successo?”. Perché c’è qualcosa che non va, è chiaro. Nonsai se questa sensazione venga da te, che hai aspettative troppo elevate, datala genialità del primo romanzo della Byatt oppure se il problema stia.. nellatraduzione? Nell’edizione? Nella stessa scrittrice? Poi vai a controllare: itraduttori sono gli stessi, la casa editrice &amp;nbsp;- Einaudi – anche, ed è una tra le più serie.Ma c’è qualcosa che stona, decisamente stona. Forse è il linguaggio che non va:troppe ripetizioni, frasi come buttate lì, senza un nesso logico con la storia,sembrano quasi aggiunte per errore, ma non sono essenziali. Troppe descrizionisenza un perché. Termini arcaici e colti – il che va benissimo visto ilcontesto della storia – che improvvisamente scadono in una parola o un’espressionevolgare. Anche quella, messa lì, a turbare l’equilibrio dell’intero passaggio,come un sasso buttato in un lago altera la calma piatta dell’acqua. Non è chemi scandalizzi, né il libro può definirsi volgare, ci mancherebbe! Ma uno ha lasensazione che ci siano parole, espressioni, frasi, che sono fuori posto, comese Mina, o Bocelli steccassero mentre cantano uno dei loro brani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;; font-size: 11pt; line-height: 115%;"&gt;E poi, la storia è troppo lunga, un po’ noiosa, sembrasempre lì lì per decollare, ma di fatto non lo fa mai (sono ancora a pagina250, ne ho ancora circa 450, tutto può ancora cambiare). E non si sa bene dovevoglia andare a parare. “Possessione” era coinvolgente, appassionante,linguisticamente perfetto, idealmente geniale. “Il libro dei bambini” non è all’altezzadel precedente: magari la Byatt ha perso un po’ del suo genio, oppure è stanca,non ha più inventiva, o è invecchiata, anche se la letteratura non sempre risentedella vecchiaia. Che peccato. Non mi rimangono che 450 pagine da leggere, conla speranza di ritrovare la Byatt di “Possessione”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-7644998048495958451?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/7644998048495958451/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=7644998048495958451' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7644998048495958451'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7644998048495958451'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2011/11/il-libro-dei-bambini-di-ass-byatt.html' title='IL LIBRO DEI BAMBINI di As.S. Byatt'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_9m5wLLxpXg/TtTByEKdzeI/AAAAAAAAAB8/2wPzIZs8Sxk/s72-c/byatt.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-1334450753446523794</id><published>2011-06-23T15:55:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T16:11:29.292+01:00</updated><title type='text'>PIAZZA DELL'UNITA', di Maurizio Matrone, Ed. Marcos Y Marcos</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GACg8QhcD-8/TtEBksoK3mI/AAAAAAAAAB0/VQ44iyu799s/s1600/373105_O.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-GACg8QhcD-8/TtEBksoK3mI/AAAAAAAAAB0/VQ44iyu799s/s200/373105_O.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Vorrei segnalare questo bel romanzo di Maurizio Matrone a tutti i bolognesi, ma in particolar modo ai bolognesi della Bolognina (che più Bologna di così..), perché proprio del nostro quartiere si parla. Troverete scene ambientate in Via Stalingrado, P.zza dell’Unità, Aldini-Valeriani, Via Ferrarese. Sarete indecisi se riconoscervi o no parte della realtà che viene descritta, perché Matrone, da ex poliziotto quale è, descrive il quartiere dal punto di vista di uno che sulla strada ci è passato parecchie volte, sia di giorno che di notte, e che di cose ne ha viste e sentite. Se come me siete nati e cresciuti nella Bolognina, leggendo il romanzo vi chiederete anche se siamo davvero in Italia, visto che quasi nessuno dei personaggi che vi sono descritti è italiano. Mohammad, infatti, è marocchino, Shen Li e Tsa Li cinesi, Roman un moldavo che si finge rumeno, Michael Viene dalla Burkina Fasu, Elena fa parte della comunità Rom, e via dicendo. Gli italiani sono poliziotti (dalla moralità alquanto discutibile), infermieri, passanti. E’ come se Matrone mostrasse solo una delle realtà di questo  quartiere, quella degli immigrati, che tocca, quasi, quell’altra, quella degli italiani, ma che non vi si mischia mai. Peccato privarsi della ricchezza dell’interculturalità, no?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-1334450753446523794?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/1334450753446523794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=1334450753446523794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/1334450753446523794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/1334450753446523794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2011/06/piazza-dellunita-di-maurizio-matrone-ed.html' title='PIAZZA DELL&apos;UNITA&apos;, di Maurizio Matrone, Ed. Marcos Y Marcos'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GACg8QhcD-8/TtEBksoK3mI/AAAAAAAAAB0/VQ44iyu799s/s72-c/373105_O.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-546493041301328144</id><published>2011-01-04T16:10:00.002+01:00</published><updated>2011-11-26T16:02:42.922+01:00</updated><title type='text'>TRUCCHIAMOCI CON LA CLIO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avete presente quando vi imbattete in qualcosa che non avevate mai preso in considerazione prima, o che non conoscevate affatto, e quel qualcosa vi piace talmente tanto che non riuscite a pensare ad altro? Vi viene proprio la MANIA di quel qualcosa, e anche se sapete che tra un paio di settimane – o anche meno – la mania vi sarà passata, il vostro maggior desiderio è quello di possedere, conoscere, vedere TUTTO quello che riguarda il QUALCOSA dei vostri sogni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, in questi giorni il mio “qualcosa” sono i trucchi – sì sì, proprio loro, io che non li uso mai, che ho ancora un lucidalabbra regalatomi 15 anni fa (tra l’altro è tra quelli che uso di più, infatti è a meno di metà).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto merito della Clio, no non la mia macchina, non la Juni! La Clio di YouTube, quella di Clio Make Up, dei tutorial di trucco seguitissimi sul web. Prprio lei, Clio Zammatteo, che si è fatta un nome grazie alla rete e ai passaparola, che ha già pubblicato due libri con la Rizzoli, che ora collabora con Pupa, che abita e lavora a NYC, che oltre ad essere brava e bella, è pure giovanissima (28 anni).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‘Somma, dopo aver guardato un paio di suoi tutorial mi è venuta voglia – a me??!! – di truccarmi, e di fare shopping. E difatti, in 2 giorni ho speso oltre 50 € da Kiko in prodotti che userò credo una volta (lo so già, non mi sveglio prima per truccarmi alla mattina, neanche per sogno!). Ma che importa, adesso ho voglia di imparare a truccarmi come fa lei, almeno forse saprò qualche segreto in più alla prossima cena o alla prossima festa. E poi è bello sapere che ci sono persone di gran talento che sono anche giovani e semplici, che non se la tirano per niente, simpatiche e solari. Che sia questo il segreto dei segreti, il Trucco con la T maiuscola, del successo di Clio?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-546493041301328144?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.youtube.com/user/ClioMakeUp' title='TRUCCHIAMOCI CON LA CLIO'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/546493041301328144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=546493041301328144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/546493041301328144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/546493041301328144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2011/01/trucchiamoci-con-la-clio-avete-presente.html' title='TRUCCHIAMOCI CON LA CLIO'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-8560122643238131008</id><published>2010-12-14T16:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-26T16:03:06.297+01:00</updated><title type='text'>PERCHE' LEGGERE "IL CIRCOLO PICKWICK"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si può scrivere un romanzo di 800 pagine in cui non ci sia alcun personaggio eroico, nessun episodio scabroso, non un fatto eclatante,  nessuna tragedia in agguato?  Si può raccontare la vita normale di personaggi normali, senza per questo mai cadere nella banalità, senza mai annoiare il lettore? E ancora: si possono far ridere i lettori del 21° secolo sciorinando una carrellata di personaggi e situazione tipici del 19°?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sì, si può. Si può, se ti chiami Charles Dickens e se il libro in questione è il Circolo Pickwick, un capolavoro dell’English sense of Humor, delineato da un’ironia sottile e una neppure troppo velata polemica che abbraccia varie situazioni e istituzioni della società vittoriana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti i protagonisti del libro – anche Mr. Pickwick – sono stereotipi, eppure il loro aspetto caricaturale è ciò che li rende indimenticabili. In questo libro i servitori sono fedeli e arguti, i benestanti grassi e allegri, gli avvocati sono truffatori incalliti, e i truffatori diventano imbroglioni pentiti. Le donne tiranneggiano subdolamente i loro mariti a suon di svenimenti e lacrime isteriche, i religiosi sono ipocriti, i medici dei simpatici ciarlatani e tutti – tutti – sembrano avere un affetto particolare per le bevute alcoliche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Consiglio questo libro, anche per letture ai bambini prima della nanna, perché si entra in un mondo dove i difetti appartengono a tutti, dove gli sbagli sono perdonati se commessi a fin di bene, dove l’onestà e la correttezza vengono prima di tutto, e dove si insegna che la vita va goduta, la realtà esplorata, le colpe espiate, l’amore incoraggiato, e il divertimento ricercato nelle cose più semplici.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-8560122643238131008?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/8560122643238131008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=8560122643238131008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/8560122643238131008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/8560122643238131008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2010/12/perche-leggere-il-co%C3%ACircolo-pickwick-si.html' title='PERCHE&apos; LEGGERE &quot;IL CIRCOLO PICKWICK&quot;'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-808750018792391161</id><published>2010-09-30T14:26:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T15:53:37.894+01:00</updated><title type='text'>NIENTE PAURA</title><content type='html'>La Costituzione italiana è stata scritta da e per una popolazione ispirata da valori ormai molto lontani da quelli dei giorni nostri, e dai quali sarebbe bene farsi nuovamente contagiare. Nel suo intervento nel film Niente Paura, Paolo Rossi, lamenta il fatto che l’italiano del 2010 ha perso interesse a partecipare attivamente alla realtà che lo circonda. Nel secondo dopoguerra, gli italiani che redassero la costituzione volevano (dovevano) cambiare il mondo. Erano uomini attivi, propositivi, coinvolti, battaglieri, lavoratori, pronti a combattere (nel senso letterale del termine) per una realtà migliore, per ritagliarsi un posto nella società in cui poter far valere la propria voce.&lt;br /&gt;L’italiano del 2010 – dice Paolo Rossi – si lamenta, si indigna, borbotta, minaccia, ma poi spegne la luce e va a dormire, e ricomincia un altro giorno senza che abbia FATTO nulla. E così, aspettando, sperando, la vita va avanti e la realtà non cambia. Cito dal film: “Questo paese non è di chi lo governa, ma di chi lo abita”: cioè, NOSTRO. Di TUTTI. E tutti abbiamo il DOVERE di realizzare il sogno di una vita migliore. Le nostre azioni, anche le più piccole, hanno un significato e delle conseguenze. L’indignazione non serve a niente se non è accompagnata da una proposta, da una protesta, da una partecipazione interessata.&lt;br /&gt;Nel film di Piergiorgio Gay sono molti gli interventi di personaggi famosi (oltre a Paolo Rossi e Ligabue), da Verdone a Margherita Hack, da Umberto Veronesi a Fabio Volo; ma sono altrettante le voci di giovani “qualunque” che raccontano di una realtà che non piace, di un disagio comune, di un muro che si vorrebbe sfondare. Una diciottenne dichiara che i ragazzi più giovani non hanno conosciuto l’Italia delle contestazioni, dell’interesse sociale, della democrazia vecchio stile indomma, quella con la D maiuscola. L’Italia di personaggi forti e positivi come Berlinguer e Pertini: per questo penso che il film dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole d’Italia: perché è uno specchio che riflette l’immagine rassegnata e stanca di un’Italia ignorante e noncurante. I ragazzi dovrebbero sapere che Pertini - ormai molto tempo fa - condannava i politici coinvolti in scandali e corruzioni, e dichiarava con tutto il vigore possibile che chi fa politica deve avere le “mani pulite”; devono sapere chi è Guido Rossa; devono conoscere la gravità del delitto Falcone e tutto ciò che ne è conseguito; devono vedere le immagini della prima nave, stipata da 20.000 profughi (20.000!!), arrivati dall’Albania nel ’91. Devono sapere come eravamo, come siamo. Devono voler essere migliori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-808750018792391161?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/808750018792391161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=808750018792391161' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/808750018792391161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/808750018792391161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2010/09/niente-paura-la-costituzione-italiana-e.html' title='NIENTE PAURA'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-1089654239639102693</id><published>2010-03-22T10:05:00.001+01:00</published><updated>2011-11-26T15:53:50.173+01:00</updated><title type='text'>INVICTUS contro VERGOGNA: le due facce del Sudafrica post Apartheid</title><content type='html'>&gt;Due settimane fa, spinta da curiosità per il nuovo lavoro di Clint Eastwood, ho visto “Invictus” al cinema, e subito mi è ritornato in mente un magnifico, tristissimo libro del premio Nobel J.M. Coetzee, “Vergogna”, edito da Einaudi (se conoscete l’inglese, consiglio sempre la versione originale – “Disgrace”, Ed. Vintage). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tema comune è il Sudafrica del post Apartheid, visto però da due angolazioni diverse: il film di Eastwood è ambientato durante la presidenza di Mandela, che illuminato da forti speranze e guidato da una volontà titanica, cerca con tutte le sue forze di eliminare ogni traccia dei pregiudizi e delle differenze razziali che l’Apartheid appena finito (siamo nel 1992) aveva radicato nei 45 anni di permanenza. Per ottenere il suo scopo Mandela chiederà aiuto alla squadra nazionale di rugby, orgoglio degli afrikaaners e detestata dai neri, che si appresta a partecipare ai mondiali che si terranno proprio in Sudafrica.  Mandela conta che una possibile vittoria della squadra possa  arginare sia la sete di vendetta della popolazione di colore, dotata ora di nuova sicurezza dall’avere un presidente nero, eroe nazionale sopravvissuto ad oltre 20 anni di prigione, portavoce di tutte le sofferenze e di tutte le richieste della popolazione nera, sia lo snobismo degli Afrikaaners, che ancora si sentono superiori solo perché hanno la pelle più chiara. Riuscirà Mandela nel suo intento? A giudicare da come la pensa Clint Eastwood, pare proprio di sì. La popolazione nera si appassiona alle vicende della squadra, la squadra acquista nuova forza dal sostegno nazionale e da quello presidenziale, vincerà il mondiale e lascerà allo spettatore un lieto fine, che fa ben sperare un futuro di integrazione, se non addirittura di amicizia, tra le due popolazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che le cose non siano andate così ce lo dice Coetzee, con un romanzo antecedente al film, ma ambientato qualche anno dopo, nel 1999. Se “Invictus” si fonda sulla speranza e sull’ottimismo, “Vergogna” lascia l’amaro in bocca, ti apre gli occhi sulla desolazione e sulla mancanza ottimismo del Sudafrica post Apartheid. Il professor Lurie, in seguito ad una torbida relazione sessuale con una sua allieva, riceve il benservito dall’Università di Cape Town e si trasferisce nella fattoria della figlia Lucy. Se la città appare come luogo protetto, uniforme, la vita di campagna è molto dura, aspra, arretrata e pericolosa. Le rappresaglie dei neri sono temute, ci si barrica in casa la notte rassegnandosi ad uno stile di vita senza troppe prospettive. Quando la proprietà di Lucy viene saccheggiata e la ragazza violentata da un gruppo di delinquenti di colore, nessuno reagirà. Sia Lucy che Lurie, accetteranno lo stato delle cose, anzi si accomoderanno ad esse, senza nessuna speranza di cambiamento, privi dell’ottimismo che caratterizzava il governo di Mandela, e il film di Clint Eastwood. Non a caso il titolo originale del romanzo “Disgrace”, la dice lunga sulla situazione del Sudafrica post Apartheid. E non me ne voglia il Signor Eastwood, ma essendo Coetzee sudafricano, sono più propensa a credere alla sua versione dei fatti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-1089654239639102693?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/1089654239639102693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=1089654239639102693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/1089654239639102693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/1089654239639102693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2010/03/invictus-contro-vergogna-le-due-facce.html' title='INVICTUS contro VERGOGNA: le due facce del Sudafrica post Apartheid'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-6059083481107991487</id><published>2009-11-25T10:24:00.000+01:00</published><updated>2011-11-26T15:54:05.121+01:00</updated><title type='text'>THE NEW YORK TRILOGY, Paul Auster</title><content type='html'>Tema fondamentale della Trilogia di Paul Auster è l’identità, o meglio, la mancanza di identità e la sua ricerca in una realtà contemporanea come poteva essere quella newyorchese negli anni 80, già allora globalizzata e alienante.&lt;br /&gt;Le tre storie che fanno parte della trilogia iniziano come detective stories, ma non solo tali, non ne hanno neanche la pretesa. Non pensate di leggere di omicidi, suspance ed inseguimenti, ma piuttosto di introspezione, ricerca interiore, disorientamento dentro sé stessi e nella città. New York è una presenza costante, avvolgente ma nello stesso tempo invisibile. E’ una città che sia affaccia appena nella narrazione, ma che la coinvolge completamente. E’ l’esternazione del labirinto interiore dei protagonisti, che sembrano continuamente perdersi dentro se stessi come dentro gli eventi che li colpiscono. Sì, perché gli eventi, cercano i loro attori e li sconvolgono, a tal punto che le loro già labili sicurezze vengono completamente distrutte e ribaltate nel corso della narrazione. Quinn viene scambiato per un investigatore privato, al quale un misterioso committente affida un caso che lo trasformerà mentalmente e fisicamente, immedesimandosi talmente nella sua identità fittizia da farsene travolgere. Nel secondo racconto, Blue spia Black su commissione di White, ma si renderà conto che a sua volta lui stesso viene spiato, che Black e White non esistono, e che lui altri non è che Blue Black e White insieme, e quindi non è più nessuno… Il protagonista del terzo racconto scrive la biografia dell’amico d’infanzia misteriosamente scomparso, e si immergerà gradatamente nella sua vita privata, accomodandosi negli spazi vuoti da lui lasciati.&lt;br /&gt;Non solo i tre protagonisti non hanno un’identità precisa, ma si sdoppiano in un alter ego che finirà per distruggerli. Sono Dottor Jeckyll e Mr. Hide, sono il kafkiano Gregor Samsa, sono in balia degli eventi, spettatori passivi delle azioni che l’altra metà di sé stessi compie trasformando irraversibilmente la loro esisteza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-6059083481107991487?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/6059083481107991487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=6059083481107991487' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/6059083481107991487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/6059083481107991487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2009/11/new-york-trilogy-paul-auster-tema.html' title='THE NEW YORK TRILOGY, Paul Auster'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-2079167325423576265</id><published>2009-10-23T10:47:00.004+02:00</published><updated>2011-11-26T15:54:14.608+01:00</updated><title type='text'>STRADA PROVINCIALE TRE, Simona Vinci.</title><content type='html'>Bellissimo questo romanzo della bolognese Simona Vinci, che racconta la ribellione interiore di una donna definita normale; una donna, tuttavia, a cui la normalità ha tolto libertà e gioia di vivere. Vera corre, scappa, non si sa da cosa, né da chi. Corre lungo la Strada Provinciale Tre, altrimenti detta trasversale di pianura, in mezzo a desolazione e smog: tir, prostitute, spazzatura, mendicanti. Capannoni industriali e case coloniche abbandonate convivono e resistono fianco a fianco, oppressi da smog e rumore, afa, nebbia e grigiume. Il paesaggio alienante della campagna deturpata dall’industria riflette il carattere della protagonista, che alienata dalla sua stessa vita, vaga senza una meta precisa lungo il ciglio della strada, chiusa in se stessa, senza nient’altro che i suoi confusi pensieri, e con l’unico impulso di non fermarsi, rifiutare ogni contatto umano e ogni stabilità. &lt;br /&gt;Le due persone in cui si imbatterà lungo il cammino le assomigliano in quanto sole, dimenticate, invisibili agli altri e rinchiuse nel proprio mondo: Franco, il vecchio che rifiuta di abbandonare la sua casa decadente sul bordo della strada, e Dimitri, emigrato ucraino che sogna una vita migliore. Allo stesso tempo però, si differiscono da lei perché radicati alla propria realtà, rassegnati a quello a cui la vita li ha portati. Vera invece, scappa da se stessa, da quello che è stata e da un’esistenza di cui non riesce più a cogliere il senso. Vera cerca la libertà dai vincoli e dalle costrizioni che la società impone a lei come a tutti noi, rifiuta non tanto la NORMALITA’, quanto l’ACCETTAZIONE della normalità e della quotidianità. &lt;br /&gt;Vera è una donna qualsiasi, e qualsiasi donna potrebbe essere Vera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-2079167325423576265?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/2079167325423576265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=2079167325423576265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/2079167325423576265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/2079167325423576265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2009/10/strada-provinciale-tre-simona-vinci.html' title='STRADA PROVINCIALE TRE, Simona Vinci.'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-7399040805560021528</id><published>2009-10-19T17:13:00.001+02:00</published><updated>2011-11-26T15:54:33.758+01:00</updated><title type='text'>Stieg Larson, UOMINI CHE ODIANO LE DONNE</title><content type='html'>Raramente mi è capitato di imbattermi un libro così mal scritto come UOMINI CHE ODIANO LE DONNE. Al di là della questione letteraria o narrativa (anche qui avrei parecchie cose da ridire..), mi riferisco  traduzione ed editing: semplicemente, il linguaggio non sta in piedi. Quasi ogni frase scritta ha un errore di costruzione, punteggiatura, o inesattezza lessicale. Ci sono in particolare alcune chicche che meritano una nota:&lt;br /&gt;- un personaggio è descritto come un viveur che si diverte facendo surf nelle “Indie Occidentali”. In effetti esiste una confederazione di stati caraibici chiamati Indie Occidentali Britanniche, ma il termine mi sembra comunque talmente anacronistico da essere quasi ridicolo. Invece di parlare di Caraibi o centro America, Indie Occidentali mi fa subito pensare alle 3 caravelle..&lt;br /&gt;- un altro personaggio racconta di aver trovato temporaneamente alloggio e rifugio in un convento, ma – cito testualmente – “non facevo la suora”. Secondo voi, è possibile fare la suora? Essere suore, o preti, o frati, è un lavoro che si fa per un periodo, come può essere il cameriere, l’insegnante o il poliziotto? Oppure è uno stato d’essere permanente, una scelta di vita che condiziona tutti gli aspetti della vita? Io propenderei per la seconda.&lt;br /&gt;A questo punto mi chiedo due cose:&lt;br /&gt;1. Come sarà in lingua originale? E nelle altre lingue in cui è stato tradotto? A giudicare dal successo di pubblico, spero che gli altri editori siano stati un po’ più precisi e attenti di quello italiano. Il libro si legge bene, è scorrevole e avvincente, nonostante le continue ripetizioni e lo spreco di inutili dettagli, che ne fanno lievitare considerevolmente il volume (memorabili le 10 righe di caratteristiche tecniche per descrivere il nuovo Mac della protagonista).&lt;br /&gt;2. Mi domando inoltre come sia possibile che nessun lettore si sia accorto di quelle che non sono semplici sviste, ma grosse imprecisioni, e perché la trilogia sia diventata un successo di massa. Immagino che sia per lo stesso motivo per cui anche personaggi di spicco, giornalisti e politici hanno smesso di usare il congiuntivo, o per cui cuochi ed esperti di cucina parlano DEI gnocchi (semplicemente atroce!). Ma ci siamo così linguisticamente appiattiti da non riconoscere quando una storia è scritta bene e quando male? Quando leggiamo, siamo così distratti da non accorgerci che le frasi “non filano” come dovrebbero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-7399040805560021528?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/7399040805560021528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=7399040805560021528' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7399040805560021528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7399040805560021528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2009/10/stieg-larson-uomini-che-odiano-le-donne.html' title='Stieg Larson, UOMINI CHE ODIANO LE DONNE'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-412783648327643948</id><published>2009-09-15T14:16:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T15:54:44.393+01:00</updated><title type='text'>ZAMMU' E MALAZENI: I GEMELLI DIVERSI</title><content type='html'>“gemelli diversi” Zammù e Malazeni, concepiti dalle stesse persone per venire incontro ad esigenze diverse, o meglio, a mood diversi. Mi verrebbe da dire: quando ti senti “rock”, vai da Malazeni, quando ti senti “lento”, Zammù è il posto ideale. Questo perché Malazeni è più grande, la musica ha un volume più alto, si ascolta rock piuttosto che de Andrè o Capossela.&lt;br /&gt;Come dire, Malazeni è più da birra, mentre da Zammù si va per gustarsi un buon bicchiere di vino. Da Malazeni i tavoli sono lunghi, gli spazi ampi, e un cortile interno funge da sala fumatori. Tuttavia, anche se i due locali sono apparentemente ed esteticamente differenti, sono pur sempre fratelli, e lo zampino dei genitori, alias Massimo e Laura, è ben visibile.&lt;br /&gt;Primo: entrando in Malazeni non si può fare a meno di notare la gigantesca scultura di cartapesta , mentre i mitici soli di Cartura illuminano la lunga sala assieme a violini e sax luminosi (sì, sono lampadari – entrare per credere). Per chi non lo sapesse, anche Zammù è decorato con le creazioni di cartapesta – chi non ha notato la carrellata di personaggi famosi che “popolano” il locale? Per non parlare delle “Gradisca”, le marionette, le giraffe e i gatti.&lt;br /&gt;Altra caratteristica lampante è la genuinità del posto: niente banconi patinati, sedie luccicanti e fighetterie inutili, questo locale, anche se ha appena aperto, è già vissuto. Il vecchio pavimento è stato interamente ricoperto con carta da riciclo, pagine di riviste e libri portati dai clienti di Zammù. Sul soffitto tubi a vista, mentre una parte di parete è stata trasformata in un’enorme lavagna (sempre un’opera di fai-da-te, c’è da scommetterci) dove viene periodicamente segnato il menù del momento. E qui arriviamo ad un aspetto fondamentale di Malazeni, che nasce con uno scopo bellissimo e ben preciso: la raccolta e l’incontro di culture diverse, che trovano espressione concreta nel mettere in tavola piatti della cucina povera del mondo. Cucina povera significa fatta con ingredienti poco costosi e facili da trovare (nel paese d’origine ovviamente), piatti semplici, in un certo senso anche loro fai-da-te. Qualche esempio: linguine al pesce azzurro, cous cous alla marocchina, Irish Stew, merluzzo e patate e via dicendo. Il menù cambia ogni 15 giorni ed è il frutto di una continua ricerca culinaria che coinvolge tutte le zone del mondo. &lt;br /&gt;A differenza della maggior parte dei locali, e seguendo la falsariga del “gemello diverso” Zammù, Malazeni è stato creato con un intento che si distacca dall’arido business. ENTRARE PER CREDERE.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-412783648327643948?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/412783648327643948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=412783648327643948' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/412783648327643948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/412783648327643948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2009/09/zammu-e-malazeni-i-gemelli-diversi-sono.html' title='ZAMMU&apos; E MALAZENI: I GEMELLI DIVERSI'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-6155878910320246344</id><published>2009-02-24T10:05:00.001+01:00</published><updated>2011-11-26T15:54:56.326+01:00</updated><title type='text'>25 COSE CHE IL MONDO ANCORA NON SAPEVA DI ME (E IN FONDO ANDAVA BENISSIMO COSI'..)</title><content type='html'>1. Ho una passione smisurata per i cimiteri di campagna, decadenti e pieni di lapidi storte e rotte. Uno dei miei sogni è quello di visitare il cimitero di Spoon River con il libro in mano, fermandomi ad ogni lapide per leggere la poesia corrispondente. E’ che mi piace immaginare la vita degli altri, soprattutto se vissuta in altri tempi.&lt;br /&gt;2. Per lo stesso motivo, adoro le case abbandonate, le catapecchie e i ruderi. Chiedete a Max quante volte l’ho fatto fermare per fare una foto ad un ammasso di pietre e finestre storte, porte sbarrate e case senza tetto!&lt;br /&gt;3. Da piccola mi sarei voluta sposare a 24 anni, avere un figlio a 26 e un altro a 28!! Notare che in realtà quando avevo 24 anni il matrimonio era il mio pensiero più lontano..&lt;br /&gt;4. Non riesco in alcun modo a mangiare le castagne. L’odore di caldarroste mi fa impazzire, ma se provo a mangiarne una, semplicemente non riesco a mandarla giù. &lt;br /&gt;5. Ho pensato mille volte di iniziare un elenco di tutti i libri che ho letto, per vedere quanti sono, ma ogni volta mi dico che sarebbe troppo faticoso ricordarseli tutti.&lt;br /&gt;6. Quando andavo alla scuola materna il mio gioco preferito era la palla, e obbligavo mia mamma a giocare con me a pallavolo in camera, in una patetica imitazione di Mimì (a lei davo sempre la parte di Midori). Per chi mi conosce, e conosce la mia avversione per la pallavolo che mi caratterizza dagli anni delle medie ad oggi, questa è una rivelazione shock..&lt;br /&gt;7. Non riesco a seguire un tg per più di 5 minuti: il più delle volte mi rifiuto di cambiare canale, e mi sforzo di fare attenzione alle notizie, ma appena si parla di politica mi distraggo e mi ritrovo a pensare ai fatti miei. La mia attenzione ritorna miracolosamente ai fatti di cronaca e - soprattutto – di costume.&lt;br /&gt;8. Conosco le battute di “Pretty Woman” e “A Piedi Nudi nel Parco” a memoria: se mi dite l’inizio di una frase del copione, sono abbastanza  sicura di poterla completare.&lt;br /&gt;9. Confessione musicale: ho sempre dichiarato di odiare i Take That, ma più per spirito di negazione adolescenziale che per altro. Volevo solo distinguermi dalla massa. In realtà ho anche una loro cassetta, mi piaceva Howard, e quando su Cioè c’erano articoli su di loro andavo segretamente a leggerli.&lt;br /&gt;10. Ho nutrito un odio profondo verso il nuoto agonistico, e il terrore puro per le gare domenicali. Sinceramente, non so come ho fatto a resistere due anni in questo stato.&lt;br /&gt;11. Da piccola non volevo fare la ballerina, bensì l’”architetto del verde”. Arredare cioè i giardini. Non ho idea da cosa sia derivata la passione per questo lavoro, visto che le piante non sono mai state di mio grande interesse :P&lt;br /&gt;12. Tra i 9 e i 15 anni, ho iniziato a scrivera almeno 4 romanzi, tutti immancabilmente abbandonati passate le 20 pagine. “Piccole Donne” e i libri fantasy sono stati i miei romanzi ispiratori. Conservo ancora il quadernino con tutte le pagine scritte: ogni tanto rileggerle è puro spasso &lt;br /&gt;13. Me ne vergogno un sacco, ma ultimamente mi capita di addormentarmi al cinema! Esclusivamente all’ultimo spettacolo, e di solito solo se è venerdì (cioè dopo una giornata di lavoro). Passata la prima metà mi si chiudono gli occhi nonostante mi sforzi con tutta me stessa di ascoltare. E la cosa più terribile è che questo non mi capita mai davanti alla tv, nonostante le schifezze che spesso trasmettono!&lt;br /&gt;14. Da piccola giocavo con le macchinine, i Trasformers e He-Man. Barbie e tegamini sono arrivati dopo.&lt;br /&gt;15. Sono maniaca dell’ordine: ogni cosa ha il suo posto, perfino i cuscini che ho sul letto devono avere una posizione precisa. I quadri vanno raddrizzati, ma soprattutto non sopporto le camicie col colletto storto, le maglie che fanno le pieghe sotto i maglioni, e quando le borse a tracolla storgono e sgualciscono le giacche o le magliette.&lt;br /&gt;16. Da bambina sono stata innamorata di Willy Fog (il personaggio dei cartoni animati – era un leone, ndr) e di Superman, oltre che del mio maestro di sci e del papà di un mio compagno dell’asilo&lt;br /&gt;17. Ho ascoltato la cassetta audio della “Carica dei 101” almeno cento volte, e si passa a 1000 volte se si considera la parte in cui Rudy e Anita si conoscono al parco e cadono nel laghetto.&lt;br /&gt;18. Ho una voglia sulla guancia, ma si vede solo quando prendo il sole, e solo si si osserva bene.&lt;br /&gt;19. Rimanendo sul campo fisico: sono anni che ogni tanto mi cresce un capello (nota: capello, non pelo) bianco sulla guancia sinistra di fianco al naso. Non si vede perché è praticamente trasparente, ma ogni volta lo strappo e ogni volta ritorna..ALIEN!&lt;br /&gt;20. Non riesco a leggere + di due pagine di seguito in formato elettronico: i file lunghi me li devo sempre stampare&lt;br /&gt;21. Quando giro in macchina sono priva di senso dell’orientamento. Mi capita di perdermi appena fuoriesco dai percorsi più conosciuti, e per questo ritengo che il navigatore satellitare sia una delle migliori invenzioni degli ultimi tempi, nonché una delle poche tecnologie veramente utili.&lt;br /&gt;22. Conservo ancora tutti i puffi e le bamboline di carta con tutti i loro vestitini ritagliati. Erano i miei giochi preferiti quando avevo la febbre. Credo che non li butterò mai via.&lt;br /&gt;23. Nutro il desiderio impossibile di visitare tutti i posti del mondo, ma proprio tutti..&lt;br /&gt;24. L’unica cosa che mi fa realmente imbestialire è la mancanza di rispetto nei confronti degli altri, oltre che di me stessa.&lt;br /&gt;25. Credo di avere provato tutti gli yogurt esistenti sul mercato. Niente da fare, sono tutti troppo acidi, non sono mai riuscita a finire un barattolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-6155878910320246344?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/6155878910320246344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=6155878910320246344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/6155878910320246344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/6155878910320246344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2009/02/25-cose-che-il-mondo-ancora-non-sapeva.html' title='25 COSE CHE IL MONDO ANCORA NON SAPEVA DI ME (E IN FONDO ANDAVA BENISSIMO COSI&apos;..)'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-7334738881654395646</id><published>2008-09-25T12:23:00.001+02:00</published><updated>2011-11-26T15:55:06.416+01:00</updated><title type='text'>Caro Professor Bartoli,</title><content type='html'>un po’ per caso ho saputo che non ci sei più. Non ci volevo credere, perché abitavi vicino a casa mia e ogni tanto ti vedevo per strada, o al supermercato. Vorrei sapere se eri ammalato, o se te ne sei andato all’improvviso, ma non conosco nessuno che mi possa aiutare a scoprirlo.&lt;br /&gt;Mi hai sempre dato l’idea di essere un uomo solo, però sono sicura che amavi la vita. Eri solo ma non solitario, amavi il tuo lavoro, la scuola e la letteratura. Gli autori classici e quelli siciliani erano i tuoi preferiti, forse ti ricordavano la tua terra. Ogni volta che ci leggevi Pirandello, o che ci parlavi di Verga, sembravi ancora più appassionato, e quando spiegavi le tradizioni siciliane ti brillavano gli occhi. Ti ricordi quando per farci ridere ci hai detto che al tuo paese eri soprannominato Don Mario Il Calvo?&lt;br /&gt;Eri un bravissimo attore, quando interpretavi le poesie e le letture eri formidabile, e le tue battute ci facevano divertire. Scusa se ti abbiamo preso in giro, ma lo facevamo bonariamente, in realtà ti amavamo tutti. E poi, so perfettamente che ne eri consapevole, e che anche tu ridevi con noi.&lt;br /&gt;Te ne sei andato presto, certo non hai mai dato l’idea di scoppiare di salute: non ci sentivi quasi da un orecchio, portavi gli occhiali da sole anche in classe perché la luce ti dava fastidio, eri magro e allampanato. Ma nonostante tutto, nonostante la tua camminata un po’ sciancata, per noi eri SUPER MARIO, e sempre SUPER resterai.&lt;br /&gt;Ciao Mario&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-7334738881654395646?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/7334738881654395646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=7334738881654395646' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7334738881654395646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7334738881654395646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2008/09/normal-0-14-lettera-aperta-caro.html' title='Caro Professor Bartoli,'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-3279663387779096759</id><published>2008-07-23T17:32:00.001+02:00</published><updated>2011-11-26T15:55:38.189+01:00</updated><title type='text'>FENOMENO FACEBOOK</title><content type='html'>Ho cercato per mesi di entrare nella mentalità di tutti coloro che usano FACEBOOK, la nuova Internet-mania che sta letteralmente spopolando in Italia. Dopo aver guardato con sospetto per settimane le prime richieste che un paio di persone più navigate – è il caso di dirlo – di me mi inoltravano per unirmi al popolo dei Facebookiani (“Join the group!”), ho deciso di rispondere, più che altro perché mi sembrava che fosse ormai diventato l’unico modo di comunicare con loro (una specie di rimpiazzo delle email, per intenderci). E così mi sono iscritta, e per scoprire cosa fosse questo sito, ho dato un’occhiata al profilo delle mie “due nuove amiche”. Ho trovato una marea di roba, quiz, gruppi, amici sparsi per il mondo, messaggi e notizie sugli ultimi movimenti degli iscritti, foto, link e chi più ne ha più ne metta. MAH!.. penso io, chiudo l’applicazione e non ci penso più. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ultimamente però mi sono arrivate parecchie richieste di persone che conosco o che ho conosciuto, e che volevano avere accesso al mio profilo, ed ho iniziato a trovare la cosa divertente. Ho caricato una foto nella pagina iniziale, ho aggiornato il mio profilo, ho appuntato su una cartina virtuale un po’ (non tutte) delle città dove sono stata, ho riempito una libreria – sempre virtuale – di una piccola percentuale dei libri che mi è piaciuto leggere. Ho scoperto che esiste un gruppo che cerca di raccogliere tutti coloro che erano ad Almeria in Erasmus nel 2002-2003, ho ritrovato 2 compagne dell’università e due compagni delle medie. Mi si è aperta la possibilità di sapere che fine hanno fatto quelli di cui ho perso le tracce: i miei housemates coreani e giapponesi, gli amici di Dublino, e soprattutto quelli dell’Erasmus! &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credo che in Facebook ci siano moltissime schifezze”, ma credo anche che sia il modo più efficace per tenersi aggiornati e in contatto con tante persone contemporaneamente! E allora, se serve a questo, evviva Facebook.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-3279663387779096759?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/3279663387779096759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=3279663387779096759' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/3279663387779096759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/3279663387779096759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2008/07/fenomeno-facebook-ho-cercato-per-mesi.html' title='FENOMENO FACEBOOK'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-8048095304815276886</id><published>2008-05-19T10:08:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T15:55:54.135+01:00</updated><title type='text'>GOMORRA, di Roberto Saviano</title><content type='html'>Di solito tra le mie letture non figurano molti saggi, ma capita spesso che quelli che scelgo di leggere si rivelino più appassionanti di tanti testi di narrativa, e mi rimangano in testa più intensamente e più a lungo di un semplice romanzo.&lt;br /&gt;La cosa strana di Gomorra, l’ormai famosissimo libro di Roberto Saviano, è che pur essendo un libro-verità, si può leggere tutto d’un fiato, e rimanere “incantati”, inorriditi, coinvolti nelle tante storie, esattamente come se si stesse leggendo un’opera di fantasia, o assistendo ad un film inventato. Il fatto è, che tutto quello che viene raccontato E’ VERO, è stato vissuto da dentro, dall’autore stesso, che oltre ad avere studiato, indagato e raccolto dati sulle molteplici attività imprenditoriali (illegali o meno) del “Sistema” campano, ha visto, sentito, conosciuto, osservato, a suo modo partecipato.&lt;br /&gt;La sensazione che si ha è che esistano due Italie, due realtà completamente diverse, ma nello stesso tempo imprescindibili, indissolubilmente intrecciate. Da una parte, quella “normale”, vissuta dalla magior parte dei cittadini; dall’altra, l’Italia governata (nel senso più completo del termine) dalla Camorra, dai numerosissimi clan e dai suoi esponenti. In quest’Italia, tutto genera da loro e si sttua tramite loro: risorse economiche, sociali, militari. Sostenendo l’economia di intere zone, i cittadini che abitano quelle zone sostengono loro. Pur temendo i clan e i loro affiliati, sanno che affidarsi ad essi è l’unica via di scampo contro una miseria altrimenti sicura. La cosa grave, è che non c’è scelta. E allora Gomorra, l’inferno, è l’unico mondo possibile, è la salvezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-8048095304815276886?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/8048095304815276886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=8048095304815276886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/8048095304815276886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/8048095304815276886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2008/05/gomorra-di-roberto-saviano-di-solito.html' title='GOMORRA, di Roberto Saviano'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-6428450265010990709</id><published>2008-04-10T15:48:00.001+02:00</published><updated>2011-11-26T15:56:30.545+01:00</updated><title type='text'>ZAMMU'</title><content type='html'>Ieri sera ho scoperto un nuovo locale qui a Bologna, si chiama ZAMMU' ed è stata una piacevolissima sorpresa!&lt;br /&gt;Situato all'angolo tra via Saragozza e via Malpertuso, ha inaugurato la settimana scorsa, dopo essere stato riarredato e decorato secondo il gusto dei due simpaticissimi gestori. Odore di verice fresca, pavimento in legno, pareti dipinte a tinte forti e tappezzate di carta di riso; appese al soffitto delle bellissime marionette in cartapesta, fatte a mano e regalate da amici catanesi. Su un piccolo palco c'è un pianoforte che verrà utilizzato per concerti jazz. La stanza è piccola ma accogliente, mentre la parete esterna è un'enorme vetrata che rende il locale particolarmente luminoso di giorno, e invitante per chi passeggia lungo via Saragozza la sera.&lt;br /&gt;La stanza adiacente, dietro il bancone in legno, è adibita a sala di lettura e libreria (idea favolosa!): si organizzeranno laboratori per bambini e incontri letterari. I libri sono tutti in vendita, e se desiderate potrete essere consigliati dall'entusiasta proprietaria.&lt;br /&gt;Zammù ha anche una cantina molto fornita: vini rossi e bianchi provenienti da ogni regione d'Italia, le bottiglie disposte in bellavista su mensole e scaffali nella stanza principale. Abbiamo assaggiato un Sangiovese e un Chianti: veramente ottimi. Il menù prevede molti piatti di affettati, sempre di qualità e provenienza regionale. Il nostro assaggio: carpaccio di carne salata con insalata e un formaggio stagionato siciliano aromatizzato allo zafferano: acquolina, eh?!&lt;br /&gt;All'uscita non dimenticate di prendere la vostra "frase della buonanotte", un bigliettino che vi viene regalato e che contiene... bè, sorpresa!&lt;br /&gt;Una parola va spesa per i due gestori, una coppia siciliana arrivata a Bologna pochi mesi fa, che si è buttata con passione ed entusiasmo in questa avventura, e che è riuscita a dare vita ad un locale familiare, accogliente e non pretenzioso, pur essendo il loro progetto ambizioso e - credo io - molto coraggioso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-6428450265010990709?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/6428450265010990709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=6428450265010990709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/6428450265010990709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/6428450265010990709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2008/04/zammu-ieri-sera-ho-scoperto-un-nuovo.html' title='ZAMMU&apos;'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-5702768537495671575</id><published>2008-02-05T17:47:00.000+01:00</published><updated>2011-11-26T15:56:42.738+01:00</updated><title type='text'>ULTIME NOVITA' AL CINEMA</title><content type='html'>Vorrei fare un resoconto di alcune novità cinematografiche che mi è capitato di vedere ultimamente, e che per un motivo o per l’altro mi sembra valga la pena consigliare.&lt;br /&gt;Partiamo dal fondo, ovvero dal film più recente. “The Bucket List”, nella versione italiana “Non è mai troppo tardi”, tragi-commedia che vede come protagonisti i grandissimi Jack Nicholson e Morgan Freeman. Entrambi invecchiati, non c’è che dire, ma straordinari come sempre. La trama la saprete, i temi sono tanto seri quanto attuali: la malattia attualmente più temuta, la consapevolezza di non avere molto tempo a disposizione, il desiderio di superare la paura della morte, la voglia di correre contro il tempo e vivere in pochi mesi tutto quello che non si è mai vissuto in una vita intera. Nonostante questo però, il film diverte e affascina, le battute non mancano, e anche se il finale è prevedibile e inevitabile, l’umorismo dei personaggi e le varie gag alleggeriscono il tutto. Quello che vorrei segnalare però, non è tanto il film in sé stesso, quanto l’occasione e il cinema in cui l’ho visto. Al Chaplin di via Saragozza, infatti, tutti i lunedì proiettano, in lingua originale, i film di nuova uscita. Ieri è stata appunto la volta di “The Bucket List”. Niente sottotitoli. Fantastico: un’occasione unica per chi vuole vedersi, una buona volta, un film sentendo le vere voci dei protagonisti. E nello stesso tempo migliorare, o imparare l’inglese, cercando la soddisfazione di dire “Ho capito!” (chi più chi meno..). E io dico con orgoglio che HO CAPITO – quasi – TUTTO!! Mi domando perché a Bologna siamo carenti di questi eventi, ma forse un’idea ce l’avrei..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Film di tutt’altro genere, ma ugualmente apprezzabile è “Signorinaeffe”, più che altro per lo sfondo storico sociale, che ci rende consapevoli di fatti  accaduti in un anno in cui eravamo già nati, ma in cui eravamo ancora incapaci di comprendere la realtà che ci circondava (parlo per i miei coetanei, nati a cavallo tra gli anni 70 e 80). Durante l’enorme sciopero della Fiat nel 1980, che durò 35 giorni e che mise in ginocchio intere famiglie di operai, si consuma la storia d’amore, intensa ma senza futuro, tra un operaio attivo scioperante, e una giovane impiegata, proveniente da un’umile famiglia che ha per lei grandi progetti. Interessante è l’inserimento di scene reali, mandate in onda all’epoca in televisione, che testimoniano cortei e proteste che sono state dimenticate con il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora..la chicca: CARAMEL. Film libanese, ambientato a Beirut, racconta le storie di 4 ragazze, proprietarie di un salone di bellezza, che vivono le loro storie quotidiane in un contesto in bilico tra l’occidentalizzazione e le proprie tradizioni. Bellissimo, uno dei film più belli visti negli ultimi tempi. Non c’è una storia precisa, è un film corale in cui il tema comune sono amore, amicizia e femminilità. L’atmosfera è quella caotica, calda e allegra del medio oriente, la recente guerra visibile solo dietro un velo. Non voglio raccontare altro perché merita veramente di essere visto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-5702768537495671575?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/5702768537495671575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=5702768537495671575' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/5702768537495671575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/5702768537495671575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2008/02/ultime-novita-al-cinema-vorrei-fare-un.html' title='ULTIME NOVITA&apos; AL CINEMA'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-7176902920444256207</id><published>2007-05-12T12:10:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T15:57:36.412+01:00</updated><title type='text'>LA VIE EN ROSE, LA REALITE' EN NOIR..</title><content type='html'>Vedere "La Vie en Rose", ieri sera, è stata un'esperienza sconvolgente. Ti aspetti che l'interprete di una delle canzoni più romantiche mai scritte non possa che essere una florida signora francese del dopoguerra, grande, tonda, aristocratica e grintosa come la sua voce. E invece ti ritrovi davanti ad una donnina piccola, allampanata, curva, truccata come un clown, e dall'aspetto di uno spaventapasseri. "Piaf" vuol dire &lt;em&gt;passero&lt;/em&gt;, ed Edith sembra proprio un passerotto, con quel suo corpo fragile che sembra una macchina sgangherata, e quegli occhi sempre smarriti, dolci, l'unica parte di lei a rimanere ingenua fino alla fine.&lt;br /&gt;Si, perchè Edith Piaf era una dannata, dalla vita difficilissima e dalla morte lenta ed atroce. Sfortunatissima fin dall'infanzia passata nella più bassa miseria, cresciuta tra le prostitute e gli acrobati di un circo, abbandonata dalla madre e costretta a chiedere l'elemosina dal padre, Edith incanta la Francia intera con la sua voce perfetta, possente. Ti chiedi da dove possa venire quella voce, non  certo da quello scricciolo di donna, gobba e scheletrica, drogata e alcolizzata. E invece è come se mettesse tutta la sua forza, il suo essere proprio lì, concentrato nelle corde vocali; e allora ti cattura, ti ammalia, ti strega, ti porta nella canzone, e lei DIVENTA la canzone stessa. &lt;br /&gt;Alla sua morte è una vecchia invalida, quasi calva, divorata da artriti e tremori. Sembra una novantenne ma in realtà ha solo 48 anni. La sua lucidità mentale, fino alla fine, rende la sua morte ancora più dolorosa, e l'ultimo ricordo è collegato alla più grande disgrazia della sua vita, tenuta in segreto per tanto, troppo tempo.&lt;br /&gt;Ho pianto come non ho mai pianto guardando un film; ho pianto per la tristezza e la compassione nei confronti di chi canta di una vita colorata di rosa, quando la sua non è stata altro che un profondo buco nero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-7176902920444256207?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/7176902920444256207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=7176902920444256207' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7176902920444256207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/7176902920444256207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2007/05/la-vie-en-rose-la-realite-en-noir.html' title='LA VIE EN ROSE, LA REALITE&apos; EN NOIR..'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-218782031396352869</id><published>2007-04-07T20:03:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T15:58:09.539+01:00</updated><title type='text'>…il mistero e’ una maschera che nasconde l’ovvio..</title><content type='html'>Alle 7 del mattino del 17 febbraio, ultimo sabato del Carnevale 2007, la sveglia mi ricorda che oggi non sarà un giorno come gli altri. Oggi parteciperò al mio primo workshop fotografico, assieme ad altri quattro ragazzi. Saremo coordinati da Andrea e Roberto, due dei fotografi di Piccolo Formato, che abbiamo incontrato ieri sera per gli ultimi ragguagli sulla giornata che ci attende. L’appuntamento è in stazione, direttamente al binario su cui viaggia il treno diretto a Venezia, oggi in piena festa per il suo acclamato Carnevale.&lt;br /&gt;I miei compagni di questa avventura sono Carlotta, Laura e Massimo. Durante le due ore di viaggio ripassiamo le nozioni basilari per il buon utilizzo di una reflex, analogica o digitale che sia. Non essendoci stata imposta nessuna regola precisa, abbiamo con noi macchine diverse. Io, Carlotta e Laura siamo rimasti fedeli alle “vecchie” (si fa per dire..) analogiche, portandoci una sfilza di rullini a colori, qualche bianco e nero, diapositive, e gli zoom più potenti in nostro possesso. Massimo, Roberto e Andrea invece utilizzano reflex digitali.&lt;br /&gt;Venezia  è come me la ricordavo: stupenda, colorata, affollata, oggi più che mai. La fortuna vuole che siamo assistiti da un tempo meraviglioso: il cielo è terso e la luce perfetta, e perciò cominciamo a fare i primi scatti appena fuori dalla stazione. Alcuni ragazzi dipingono con colori sgargianti i visi di bambini e adulti che poi si avventureranno per calli e campi fino a San Marco, centro nevralgico della festa odierna. Per noi è l’occasione ideale per prendere confidenza con le macchine, con i soggetti, con la luce e tutto l’ambiente che ci circonda. Questa prima mezz’ora ci deve preparare ad affrontare il lavoro più difficile che ci aspetta di lì a poco, quando dovremo essere rapidi e precisi nel catturare le maschere.&lt;br /&gt;Passato il primo momento di timore, sentendoci più sicuri delle nostre potenzialità, ci inoltriamo nel cuore della città; le prime maschere si mostrano ai bordi delle strade confondendosi tra la folla, e camminano lentamente verso un punto strategico in cui mettersi in posa per farsi ammirare. Proseguendo verso piazza San Marco, incontriamo gente proveniente da ogni parte del mondo, e ci rendiamo conto dell’enorme importanza che questo Carnevale ha a livello internazionale. Molte delle persone che si nascondono dietro le maschere sono stranieri che ogni anno arrivano a Venezia per sfilare con i loro costumi elaborati, cangianti, fatti fare su misura nelle botteghe artigiane della città, come vere e proprie opere d’arte. Alcune mostrano ai fotografi più attrezzati il proprio indirizzo, e un foglietto in cui chiedono che vengano loro spediti gli scatti più belli. Mentre la sto fotografando, una di loro tira fuori dal lungo mantello bianco una macchina usa e getta, e mi chiede di farle una foto.&lt;br /&gt;Arriviamo in piazza San Marco nel primo pomeriggio: ci accoglie un tripudio di colori, suoni e immagini. La folla è impressionante: qui le maschere più belle si lasciano fotografare per una decina di minuti, poi si spostano per cercare altro pubblico. I loro costumi sono spettacolari, i colori forti resi ancora più brillanti dalla luce del sole. Si muovono a coppie, al massimo in gruppi di tre, ma per la maggior parte sono da sole, uniche protagoniste del bagno di folla, come vere e proprie star. Sono misteriose, accattivanti, altezzose; gli occhi, che si intravedono appena, mostrano però un’intensità piena di fascino, che accresce il senso di mistero che accompagna queste strane figure, mentre il lento movimento delle mani e l’espressione ferma catturata nella cartapesta  risultano quasi ipnotici.&lt;br /&gt;Il nostro workshop giunge al culmine: il gruppo si divide per due ore, nelle quali ognuno ha lo spazio e il tempo necessari per scegliere i soggetti in piena libertà, interpretando le immagini secondo la propria ispirazione. Mi rendo subito conto che i colori sono protagonisti in questo evento: su tutti si nota l’oro, che, simboleggiando ricchezza e luce, ricorre, in maniera più o meno forte, su tutte le maschere. Ogni vestito ha un colore che predomina sugli altri, e che rende la maschera immediatamente riconoscibile in mezzo a centinaia di persone. Nel mio percorso ne vedo una tutta azzurra, bianca e argento, nel cui turbante le sfere argentate riflettono tutta piazza San Marco. Un’altra è vestita di velluto vede, e una, che ha una veste in cui spiccano l’oro e il rosa, riflette per gioco la propria immagine in uno specchio. Tutte hanno guanti con anelli sgargianti, turbanti ricchissimi, piume in testa, pizzi preziosi e colletti vistosi, ventagli e ombrellini ricamati. E’ uno spettacolo mai visto, e capisco il motivo per cui non siamo i soli fotografi qui a Venezia.&lt;br /&gt;In effetti, in questo breve lasso di tempo imparo che il Carnevale di Venezia è una delle mete preferite dai fotografi, dilettanti, ma anche professionisti attrezzati con cavalletti e obiettivi per noi proibitivi. Capisco anche che il lavoro di fotografo deve essere durissimo, e soprattutto stancante. Per catturare una bella immagine bisogna essere più veloci degli altri, più osservatori, più furbi e più pazienti. Bisogna rincorrere i soggetti, “sgomitare” per appostarsi in una buona posizione e scattare tanto, aspettando che la maschera si accorga del tuo obiettivo, inventando magari una posa pensata per te. Bisogna avere molta fortuna per essere fotografi, aspettare che il momento giusto arrivi quando si è pronti per catturarlo.&lt;br /&gt;Quelle due ore sono state per tutti massacranti, ci riuniamo con spalle e piedi doloranti, e tuttavia assolutamente soddisfatti per ciò che abbiamo fatto. A malincuore ripercorriamo lentamente a ritroso la strada che ci porta in stazione, fermandoci ad osservare gli angoli più caratteristici della città. Notiamo che Venezia è regale anche nei suoi spazi più angusti, e che il suo Carnevale è lo specchio di un’immagine che la rappresenta come città allo stesso tempo moderna e ancorata al passato, un’isola di diversità, un sogno da cui ci si sveglierà non appena tornati a casa. A Venezia ogni visitatore si sveste della sua identità quotidiana e vive in un mondo a parte, un mondo trasformato e unico. Esattamente come le maschere, chi arriva a Venezia assume, anche se per un brevissimo lasso di tempo, un’altra identità. L’aspetto più affascinante di incontrare una maschera è la consapevolezza che dietro a quel volto statico ce n’è uno vero, e che sotto quel vestito c’è una persona che domani vestirà uguale a noi, che farà le stesse cose che noi facciamo oggi. Sotto ad una maschera si può nascondere chiunque, e fotografandone una si cerca di fermarne l’identità sfuggente e misteriosa.&lt;br /&gt;Nel tragitto di ritorno continuiamo a scattare, e anche se ormai la luce non ci assiste più come prima abbiamo sempre la speranza di aver creato qualcosa di buono e originale. Ci soffermiamo di più sui particolari, approfittiamo della presenza di un minor numero di fotografi per cercare la posizione perfetta e la giusta inquadratura. I rullini però cominciano a finire, si sta facendo tardi, e come Cenerentola anche noi dobbiamo svegliarci dal sogno e affrettarci verso la stazione. In treno ci aspetta un miracoloso posto a sedere, e un meritato riposo fatto di chiacchiere e commenti sulla giornata. I rullini riempiti oggi sono molti, il bagaglio di informazioni che ognuno di noi si porterà dietro enorme, e il ricordo eterno, anche lui impresso in uno dei fotogrammi della nostra memoria.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-218782031396352869?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/218782031396352869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=218782031396352869' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/218782031396352869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/218782031396352869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2007/04/il-mistero-e-una-maschera-che-nasconde.html' title='…il mistero e’ una maschera che nasconde l’ovvio..'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-116808187209959796</id><published>2007-01-06T11:57:00.000+01:00</published><updated>2011-11-26T15:58:36.577+01:00</updated><title type='text'>THE PRESTIGE</title><content type='html'>Ieri sera ho visto "The Prestige" al cinema, e devo dire che, nonostante non ne avessi quasi sentito parlare prima, e nonostante non mi aspettassi granchè, sono rimasta estremamente colpita dalla sua forza, la sua intensità, e la sua capacità di prenderti, illuderti, ingannarti per poi rivelarsi alla fine. E' un film sull'illusionismo e sull'illusione, sull'incapacità di vedere le verità più semplici, che ci vengono piazzate sotto al naso ma che non riconosciamo finchè non ci vengono rivelate. Come ripete più volte uno dei personaggi, nei giochi di prestigio il trucco c'è, ed è ben visibile: è il pubblico che non lo vuole vedere, e che si illude che le cose siano diverse, misteriose, magiche. Tutto il film è un incredibile gioco di prestigio, così come la vita dei protagonisti, che hanno stretto un patto diabolico con la loro arte, sacrificandole tutto.&lt;br /&gt;Non anticipo una parola di più. Sappiate solo che era da tempo che un film non mi colpiva così per la sua originalità, e non mi lasciava una suggestiva sensazione di shock e sbalordimento anche dopo la sua fine...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-116808187209959796?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/116808187209959796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=116808187209959796' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/116808187209959796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/116808187209959796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2007/01/prestigeieri-sera-ho-visto-prestige-al.html' title='THE PRESTIGE'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115841292533167964</id><published>2006-09-16T14:44:00.000+02:00</published><updated>2006-09-16T15:22:05.353+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#cc66cc;"&gt;FRINGE FESTIVAL: A DUBLINO VINCE L'ARTE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Forse è dovuto alla sua natura giovane e cosmopolita, forse è per i grossi incentivi e agevolazioni da parte del governo, oppure è grazie alla nuova vivacità e al risveglio economico di cui è protagonista in questi unltimi anni; il fatto è che Dublino è una delle città culturalmente più attive di tutta Europa. A dare il via è stata la rimessa a nuovo, all'inizio degli anni '90, di un vecchio deposito di bus, nel pieno centro cittadino. Quella che oggi è la famosissima Temple Bar - teatro degli artisti di strada, posticino romantico in cui passeggiare, posto prediletto da decine di pub tradizionali, ristoranti e caffè, musei, cinema e mercatini settimanali - fino a quindici anni fa era un luogo malfamato, che rovinava l'immagine della città, e testimoniava la decadenza di Dublino, scivolata da secoli assieme a tutta l'Irlanda in una condizione di povertà tale che gli irlandesi si erano autosoprannominati "i neri d'Europa". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non so esattamente cosa sia successo, ma in poco più di dieci anni Dublino si è trasformata, arricchita, tanto che da punto di emigrazione è diventata meta di immigrazione giovanile da tutto il mondo. La conseguenza è che si sta investendo tantissimo nelle attività culturali: scuole d'arte fioriscono ovunque, così come studi e residenze per giovani artisti, atelier, spazi in cui allestire esibizioni. Si fa cultura dappertutto, nelle strade come nelle cantine, in posti improvvisati come in luoghi istituiti appositamente, caffè d'arte, musei e pub. Quando si parla di Tomas Street, la via adiacente al S. Christ Church, appena a sud del Liffey, si parla addirittura di "quartiere culturale".&lt;br /&gt;La dimostrazione di tale intraprendenza artistica è ben visibile nel &lt;strong&gt;Fringe Festival&lt;/strong&gt;, che da 12 anni a questa parte, offre, tra settembre e ottobre, tre settimane consecutive di spettacoli teatrali, concerti, performance di danza e artistiche. Moltissimi sono i gruppi provenienti da tutto il mondo, tutti artisticamente molto validi, e altrettanti sono le venues, ossia i luoghi dove i vari spettacoli vengono messi in scena. A differenza di quanto succede in Italia, i festival culturali irlandesi non sono così istituzionalizzati, gli organizzatori son persone giovani e dinamiche, e tutti i cittadini partecipano attivamente, sia in qualità di volontari, di sostenitori o di spettatori attenti ed entusiasti. Assistere a questi spettacoli fa capire come la cultura possa essere entusiasmante e svecchiata, comprensibile anche per chi non ci è abituato. Sia che l'evento sia in un teatro comunale che nella saletta di un caffè, sia che si tratti di compagnie grosse che di giovani talenti sconosciute, sia che il pubblico sia molto o che siate in quattro gatti, vi consiglio caldamente di farci un salto, e se quest'anno non fate in tempo, di farci un pensiero per l'anno prossimo. Assistere al Fringe Festival è il odo migliore per entrare nell'anima dublinese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115841292533167964?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115841292533167964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115841292533167964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115841292533167964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115841292533167964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/09/fringe-festival-dublino-vince.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115667417620037501</id><published>2006-08-27T11:51:00.000+02:00</published><updated>2006-08-27T12:25:25.943+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Alla scoperta dell'HAY-ON-WYE LITERARY FESTILVAL&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho scoperto che il Festivaletteratura di Mantova prende l'idea da un evento geniale ed analogo che ha luogo tutti gli anni ad Hay-on-Wye, una piccola cittadina del Galles, che sorge al confine con l'Inghilterra, proprio sul fiume Wye. E' singolare che una cittadina di poche migliaia di abitanti, attorniata da soffici colline, ed in cui tutto - anche il nome - evoca un'atmosfera campagnola e sperduta tipicamente gallese ("hay" vuol dire fieno, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;) sia protagonista di uno dei festival letterari più famosi al mondo. Da ben 19 anni, infatti, l'HayFestival riempie l'ultimo week end di maggio con centinaia di eventi culturali, incontri con gli scrittori più famosi, i registi più affermati e i musicisti più autorevoli. Per citare solo un paio di nomi, Rushdie è stato ospite quando ancora doveva vivere nascosto per la condanna a morte che pesava sulla sua testa, e nel 2001 il festival ha ricevuto la visita di Bill Clinton.&lt;br /&gt;E non solo! Il piccolo paesino vanta la bellezza di 45 librerie, molte delle quali specializzate e fornitissime: un vero e proprio paradiso per i bibliofili come me.&lt;br /&gt;La scoperta dell'esistenza del paese dei miei sogni mi ha reso molto entusiasta, non che curiosa ed emozionata all'idea che un giorno lo vedrò (perchè ci andrò, questo è poco ma sicuro!!).&lt;br /&gt;Intanto, se vi interessa, vi consiglio questo sito: &lt;a href="http://www.hayfestival.com"&gt;www.hayfestival.com&lt;/a&gt;, dove potete trovare tutte le notizie riguardanti l'ultimo festival (appena passato). Scoprirete anche che il festival ha una "succursale" a Segovia alla fine di settembre: aprirà l'evento il concerto di Bob Geldof, che di cultura di qualità se ne intende! Da non prdere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115667417620037501?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115667417620037501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115667417620037501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115667417620037501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115667417620037501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/08/alla-scoperta-dellhay-on-wye-literary.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115236815483952736</id><published>2006-07-08T16:14:00.000+02:00</published><updated>2006-07-08T16:15:54.850+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;DA BOLOGNA A PARIGI, AL VIA LA TERZA SETTIMANA DI COSTARENA 2006&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;12-14 luglio, ore 21, Centro sociale G. Costa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CostArena 2006, la rassegna estiva organizzata ogni estate dall’associazione culturale UNI.ASS.BO. presso il centro sociale Giorgio Costa, in via Azzo Gardino 48, nel pieno centro storico-culturale di Bologna, ha aperto i battenti il 22 giugno scorso, ed è ormai in pieno fermento per la terza settimana di programmazione. Ad accogliere i cittadini che ancora non vanno in vacanza ci sono artisti di ogni genere, nonché l’immancabile osteria, che a partire dalle ore 20 offre la possibilità di cenare con piatti tipici della tradizione emiliana, frutta e bibite rinfrescanti per alleviare la calura estiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono due gli appuntamenti da non perdere questa settimana. Si inizia mercoledì 12, con lo spettacolo canoro curato da Archiginési, associazione culturale dialettale, che ripropone la serata-concerto dedicata alla canzone dialettale e popolare bolognese, già messa in scena il 17 giugno all’interno di “Borghi e Frazioni in Musica”, concerti curati della Provincia di Bologna. Piccolo Viaggio nella Canzone Bolognese vuole essere un omaggio alla canzone popolare tradizionale, scritta e interpretata in dialetto, e soprattutto ai due cantautori dialettali più famosi della città, Carlo Musi e Quinto Ferrari, che hanno dato espressione, con le loro canzoni, alla vivacità e alla giovialità dello spirito bolognese. Saranno Mauro Mattioli e Loris Ferrari, rispettivamente voce e chitarra, a ricreare l’atmosfera, attraverso canzoni del repertorio popolare, quali Piron él Furnàr, La Madunéina dal Bourgh’d San Pir e Piratt Sugabatt, passando per L’Andrica  e l’intramontabile Fira ed San Lazar. Un concerto dunque, ma anche una serata di intrattenimento, che intende rendere partecipe il pubblico non solo di un genere musicale, ma di un’intera cultura, che appartiene alla città e a tutti i suoi abitanti, ma che rischia purtroppo di soccombere al ritmo veloce della modernità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutt’altro genere invece sarà Allosanfan 2006, che UNI.ASS.BO. allestisce venerdì 14 per ricordare il giorno della presa della Bastiglia, inizio della Rivoluzione Francese e data simbolo della contemporaneità storica. In un clima festoso e godereccio, l’esperto Raffaele Riccio ricreerà in maniera suggestiva l’atmosfera parigina di fine ‘700, attraverso immagini, suoni, canzoni e letture dell’epoca. Verranno infatti riproposti i testi di canzoni storiche della rivoluzione (a partire dal più che famoso inno nazionale francese), illustrazioni documentarie dell’epoca e letture di testimonianze più o meno illustri. Le associazioni che, all’interno di Uni.Ass.Bo., saranno maggiormente coinvolte in questa serata sono TEN-Teatro Espressione Nuova, i cui attori interpreteranno i brani letterari, e I Cinque Sensi, che curerà l’altro aspetto fondamentale della serata, ossia quello gastronomico. A differenza delle altre serate, il menù dell’osteria all’aperto rispecchierà l’epoca presentata, attraverso la rielaborazione di piatti tipici settecenteschi, di cui il pubblico potrà godere in contemporanea allo spettacolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutte le serate l’ingresso è libero e riservato ai soci Uni.Ass.Bo. (tessera 1 Euro).&lt;br /&gt;L’osteria all’aperto è attiva dalle ore 20, mentre gli spettacoli avranno inizio alle 21Per informazioni sul programma: &lt;a href="mailto:ten@fastwebnet.it"&gt;ten@fastwebnet.it&lt;/a&gt;, Tel: 347 0136000&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115236815483952736?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115236815483952736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115236815483952736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115236815483952736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115236815483952736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/07/da-bologna-parigi-al-via-la-terza.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115184319597044313</id><published>2006-07-02T14:03:00.000+02:00</published><updated>2006-07-02T14:26:47.706+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;VOGLIA DI SPAGNA...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nonostante sia appena stata in Irlanda, e nonostante siano passati ormai tre anni da quando ho finito il mio periodo di Erasmus ad Almeria, la nostalgia della Spagna è ancora forte. Soprattutto, è l'estate che mi manca...l'estate spagnola, andalusa, l'estate costiera, mediterranea, quasi africana. Vorrei poter tornare a casa accompagnata dall'odore del caprifoglio, dal rumore delle onde, dal vento salato e un po' sabbioso che c'è sulla spiaggia, e che ti fa "sentire" il mare ovunque tu sia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse il fatto di aver visto recentemente uno spettacolo di flamenco ha risvegliato in me il desiderio di vivere la "gitanità" del sud, dove questa danza popolare è patrimonio genetico di molti, e dove le &lt;em&gt;bulerìas&lt;/em&gt; si possono ascoltare ovunque, in macchina, nei caffè o anche lungo i marciapiedi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E forse, il fatto di aver visto "Volver", l'ultimo, stupendo film di Almodovar al cinema (in lingua originale tra l'altro, non me l'aspettavo e ne sono stata felice), mi ha ricordato come gli spagnoli siano da un lato molto simili a noi italiani (basti il fatto che Almodovar si sia ispirato alla Loren della &lt;em&gt;Ciociara&lt;/em&gt; per il personaggio di Penelope Cruz), ma abbiano un non so che di particolare, unico. E' quasi una magia, uno scintillio negli occhi, un guizzo che rende l'aria più leggera e frizzante, più respirabile. Le tensioni se ne vanno, il ritmo rallenta ma senza sensi di colpa perchè tu sai che la tua vita è lì, e che "todo se hace".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115184319597044313?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115184319597044313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115184319597044313' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115184319597044313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115184319597044313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/07/voglia-di-spagna.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115115515939073552</id><published>2006-06-25T02:15:00.000+02:00</published><updated>2006-06-24T15:19:19.406+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;FESTIVALETTERATURA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leggendo l'inserto culturale di Repubblica del venerdì, mi è capitato sott'occhio un trafiletto che presenta un festival che tutti gli amanti della letteratura (e dei festival) dovrebbero conoscere, il &lt;em&gt;Festivaletteratura&lt;/em&gt; di Mantova. Pur essendo un'amante sia della letteratura sia dei festival, non avevo mai dato troppa attenzione all'esistenza di questa manifestazione, che da sei anni a questa parte si tiene tutti gli anni all'inizio di settembre. Perciò, sono andata a curiosare sul sito (&lt;a href="http://www.festivaletteratura.it"&gt;www.festivaletteratura.it&lt;/a&gt;), e ho scoperto che è mooolto interessante, soprattutto perchè ha tutta l'aria di essere una cosa in grande, coinvolgente, dinamica e soprattutto giovane. Il programma di quest'anno sarà disponibile soltanto a fine luglio, ma gli autori invitati sono tantissimi, internazionali, alcuni molto autorevoli, da premio Nobel. Basti pensare a Jelloun, o a Baricco (tra i miei preferiti), e Monica Ali, che conosco abbastanza bene in quanto ha "rischiato" di finire dentro la mia tesi...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci saranno anche attori, critici, fotografi eccetera: un'occasione interessante dunque per immergersi completamente in un'atmosfera culturale e artistica, con la possibilità di partecipare attivamente a tutti gli eventi (si può fare domanda di volontariato all'interno del festival). Senza contare che Mantova è una città che si presta a questo genere di eventi, molto attiva culturalmente, tant'è che è soprannominata "la città dei festival"..&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so, sarà che questa cosa mi ricorda un po' il Fringe Festival di Dublino, ma sono curiosa...voglio andare...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno è mai andato? Ha mai partecipato? Ne sa qualcosa in più?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115115515939073552?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115115515939073552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115115515939073552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115115515939073552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115115515939073552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/06/festivaletteratura-leggendo-linserto.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115099330197548094</id><published>2006-06-23T03:18:00.000+02:00</published><updated>2006-06-22T18:23:31.113+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;COSTARENA 2006 - da non perdere se siete in città&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dal 22 giugno al 2 settembre avrà luogo, presso il Centro Sociale Giorgio Costa, in Via Azzo Gardino 48, la terza edizione di Estate in Costa, ovvero CostArena 2006, una rassegna artistico-culturale organizzata da Uni.Ass.Bo. Il programma della rassegna è fittissimo, e coniuga eventi di tutti i generi, dai concerti agli spettacoli di danza, dalle serate di cabaret alle cene a tema. Scopo di Uni.Ass.Bo. è quello di ritagliare un momento e uno spazio di aggregazione collettiva, sfruttando i vantaggi dati dal bel tempo estivo per godersi questi tre mesi in allegria, esorcizzando la calura del giorno con il refrigerio di una serata all’aperto, e vincendo la noia di chi rimane in città con proposte di alto valore culturale.&lt;br /&gt;A partire dalle 21.30 di ogni martedì, mercoledì, giovedì e venerdì, più alcune serate speciali il lunedì e il sabato, la rassegna ospiterà spettacoli di ogni genere e per tutti i gusti, organizzati e supportati di volta in volta dalle varie associazioni culturali che fanno parte di Uni.Ass.Bo.&lt;br /&gt;L’associazione teatrale TEN – Teatro Espressione Nuova, ha allestito per l’occasione diversi spettacoli, dando il via all’unica rassegna estiva di teatro di prosa in città. Avvalendosi della collaborazione di numerosi artisti e compagnie, i momenti spettacolari si diversificheranno, toccando anche altri generi: ci saranno serate di cabaret, monologhi e letture, momenti dedicati al teatro di evocazione, al teatro civile e al teatro-concerto.&lt;br /&gt;Dal punto di vista musicale, l’associazione Arcadia ha dato un forte contributo, organizzando numerosi concerti, che spaziano dal jazz/blues, alle serate folcloriche che rievocano e ripropongono le canzoni popolari bolognesi, e ancora ai tributi ad artisti classici come Mozart e Salieri.&lt;br /&gt;I momenti dedicati alla letteratura ripercorrono tutta la rassegna, da una parte supportando il teatro con la recitazione di brani di autori del calibro di Chechov, Molière e Goldoni, dall’altra portando avanti il percorso, già iniziato dall’associazione Tra le Righe con I Venerdì d’Autore, che promuove gli autori emergenti con incontri letterari a loro dedicati, dando un’occasione di visibilità a chi ha pubblicato presso case editrici minori.&lt;br /&gt;L’associazione enogastronomica I Cinque Sensi curerà la parte più “godereccia” delle serate, gestendo il bistrot all’aperto, che, a partire dalle 19 per tutte le serate in programma, sarà pronto a rinfrescare e rifocillare il pubblico. I Cinque Sensi, inoltre, organizza cene tematiche con menù costruiti ad arte per rievocare situazioni storiche o ricreare particolari atmosfere.&lt;br /&gt;Altro filo conduttore di alcune serate della rassegna è quello della bolognesità, caratteristica peraltro ricorrente negli eventi organizzati da Uni.Ass.Bo. Oltre a serate dedicate al cabaret e alla musica bolognese, e agli incontri letterari con gli autori locali, ci sarà anche occasione per riscoprire alcuni luoghi del bolognese, attraverso percorsi culturali, letture-spettacolo e occasioni enogastronomiche organizzate in collaborazione con gli enti locali.&lt;br /&gt;Non mancheranno, infine, le occasioni per celebrare insieme i momenti più importanti dell’estate, come il 24 giugno, festa del sole, del grano e della fertilità, o il 10 agosto, serata romantica dedicata all’osservazione della volta celeste, e ancora Ferragosto, che verrà festeggiato a partire dalle 15.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tutte le serate l’ingresso è libero e riservato ai soci Uni.Ass.Bo. (tessera 1 Euro). Sono riconosciute anche le tessere Ancescao. A pagamento il bar, le degustazioni e le cene a tema.&lt;br /&gt;Le serate saranno così organizzate:&lt;br /&gt;Ore 19-21: aperitivo all’aperto, corsi, workshop e incontri&lt;br /&gt;Dalle ore 21: inizio spettacoli&lt;br /&gt;Per informazioni sul programma: &lt;a href="mailto:ten@fastwebnet.it"&gt;ten@fastwebnet.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tel: 347 0136000&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115099330197548094?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115099330197548094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115099330197548094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115099330197548094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115099330197548094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/06/costarena-2006-da-non-perdere-se-siete.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115096570939298548</id><published>2006-06-22T20:00:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T16:15:47.691+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Oggi volevo consigliare a tutti quelli che abitano a Bologna (e - perchè no? - anche a tutti quelli che in questi giorni capitano da queste parti) una rassegna musicale gestita da nove comuni della provincia, e inserita nel cartellone di "Invito in Provincia", con la collaborazione attiva dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I concerti appartengono ai generi musicali più disparati, dalla musica classica a quella etnica, dal blues ai revival storico. I musicisti sono giovani, competenti, internazionali (è stato il caso, per esempio, dei Son de Cuba, esibitisi il 15 giugno), e propongono musica anche particolare, come succederà mercoledì 28, con la serata flamenca della compagnia "San Martino". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ciò che rende questi concerti veramente particolari sono però le location, tutte proprietà private solitamente chiuse al pubblico, e aperte per l'occasione e per gentile concessione dei proprietari. Si possono quindi visitare ville padronali, stupendi parchi privati, chiostri immersi nella campagna, raggiungibili solo attraverso strade sterrate circondate dai campi di grano. In questi panorami senza tempo si potrà godere di buona musica, prendendo allo stesso tempo un po' di fresco, e gustando, al termine di ogni concerto, un buffet offerto da ristoratori e artigiani locali, assieme a musicisti e ai padroni di casa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il catalogo della rassegna poi è un bellissimo libro di fotografie, in cui Massimo Stefani ritrae i luoghi delle serate in un romantico e nostalgico bianco e nero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La rassegna, iniziata il 13 maggio, durerà fino al 14 luglio. Gran parte dei concerti sono stati organizzati da Uni.Ass.Bo. (ebbene sì, anch'io sono coinvolta in tutto ciò...), per cui il mio invito a partecipare è doppiamente più forte. Tutti i concerti iniziano alle ore 21 (non vanno mai oltre le 23).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa sera, a &lt;strong&gt;Villa Garagnani, via Stiatico 6, Stiatico - San Giorgio di Piano&lt;/strong&gt; ci saranno i&lt;strong&gt; Brusha's Club&lt;/strong&gt;, con un concerto&lt;strong&gt; latin jazz&lt;/strong&gt; da non perdere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi il mio consiglio è...non mancate!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115096570939298548?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115096570939298548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115096570939298548' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115096570939298548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115096570939298548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/06/oggi-volevo-consigliare-tutti-quelli.html' title=''/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-29994322.post-115081992901734796</id><published>2006-06-20T17:26:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T16:15:33.281+01:00</updated><title type='text'>TRA LE RIGHE...</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Questo blog non ha la pretesa di essere un diario personale, nè un sito vero e proprio, nè tanto meno un agenda...Sarà una pagina culturale, uno zibaldone di notizie, un'insieme di recensioni, commenti, consigli, eventi e aneddoti. Si parlerà di letteratura, cinema, fotografia, musica, danza, arte, viaggi. Farò pubblicità positiva per le cose che mi piacciono, e negativa per quelle che non sopporto. Questo blog sarà uno specchio dei miei gusti, racconterà qualcosa di me, ma mai in maniera diretta, tutto viene detto sotto voce, tutto viene raccontato "tra le righe"...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29994322-115081992901734796?l=tralerighe-madda.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/feeds/115081992901734796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=29994322&amp;postID=115081992901734796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115081992901734796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/29994322/posts/default/115081992901734796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://tralerighe-madda.blogspot.com/2006/06/tra-le-righe.html' title='TRA LE RIGHE...'/><author><name>Madda</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13092142877628764299</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
